Introduzione
Quando fotografiamo qualcosa di molto piccolo, lo chiamiamo macro-fotografia. La fotografia macro e close-up ti consente di esplorare diversi soggetti, illimitate idee. Gli amanti di questo genere, molto spesso si dedicano al mondo della natura.
La macro è un modo per scoprire la bellezza della natura e osservarla attraverso obiettivi di qualità. Ti fornisce comunque una motivazione valida per fare pratica.

Quando hai le informazioni necessarie, puoi evitare di commettere tutti gli errori che invece avresti potuto commettere se non avessi studiato e se non ti fossi prima preparato.
I termini close-up e macro vengono usati per indicare più o meno la stessa cosa: vicino. Anche se molti parlano di close-up e macro riferendosi allo stesso concetto, esiste una lieve differenza. Il close-up è un primo piano molto ravvicinato mentre con il termine “macro” si intende una foto di 1: 1 o superiore. Il rapporto 1: 1 indica che l’immagine sul sensore ha le stesse dimensioni dell’immagine dal vivo.
Quando una foto è a grandezza naturale o più grande è una macro.
Quando parliamo di macro-fotografia, tendiamo a pensare a piccole cose che scattiamo da vicino. Fotografare piccoli soggetti comporta grandi sfide, tuttavia offre anche grandi soddisfazioni e risultati straordinari.
Ai tempi della pellicola, ci si riferiva alla macro in termini di proporzioni e lo si fa ancora. Il rapporto macro è la differenza tra la dimensione reale, effettiva, del soggetto e la dimensione in cui il soggetto è stato scattato.
L’attrezzatura
Esistono tantissime alternative per poter scattare in macro, alcune sono più economiche e altre più costo, ci sono soluzione per ogni budget e per ogni esigenza. Non è vero che si debba necessariamente spendere una fortuna per potersi dedicare con soddisfazione a questo genere fotografico così affascinante.
Per quel che riguarda l’attrezzatura, l’elemento principale per la macro è l’obiettivo. Sia Canon che Nikon vendono obiettivi macro di qualità che possono essere utilizzati sia per gli scatti macro che per la fotografia classica. Questi obiettivi sono ottimizzati per le riprese a distanza ravvicinata, quindi sono meno limitati in termini di allontanamento del punto nodale dal sensore.
Un altro modo per fornire funzionalità macro a un sistema è l’aggiunta di tubi di prolunga. I tubi macro sono elementi circolari che collegano la fotocamera e l’obiettivo. Dato che gli elementi circolari, gli anelli, non hanno elementi ottici, non incidono in alcun modo sulla qualità della fotografia.
La maggior parte dei tubi viene fornita in confezioni da tre anelli, consentendo sette diverse combinazioni di prolunghe, che a loro volta consentono sette diverse distanze di scatto.
Il principale svantaggio dei tubi è che riducono la luce. Man mano che l’elemento frontale dell’obiettivo si allontana dal sensore, il cerchio che ruota sul sensore si riduce e entra meno luce.
La maggior parte dei tubi di ultima generazione ha il collegamento elettrico per consentire i comandi dalla fotocamera all’obiettivo, in modo da poter controllare l’apertura e ottenere le informazioni di messa a fuoco. Se decidi di acquistarli, assicurati che siano adatti al tuo sistema.
Quando scatti una macro, hai una profondità di campo molto limitata.
Ogni cambiamento nella distanza della fotocamera dal soggetto è cruciale e può spostare il soggetto nella zona sfocata, quindi è bene assicurarsi che sia il soggetto che la fotocamera rimangano fermi e, per farlo, non c’è modo migliore del treppiede.

Ecco come procedere per scattare foto macro
Una volta che la fotocamera è sul treppiede, posizionala in base al soggetto. L’ideale è che il soggetto sia fermo. Metti a fuoco, anche non alla perfezione in questa fase; dopodiché inquadra e componi. Se hai lo schermo e il live view, accendilo e ingrandiscilo il più possibile. Usa poi la messa a fuoco manuale per regolare fino a quando non hai la messa a fuoco là dove serve.
Soluzioni economiche per macro
C’è poi chi sceglie di usare i filtri macro. Questi rappresentano una soluzione di qualità ridotta quando si tratta di fotografia macro.
Come per i tubi di prolunga, anche i filtri sono disponibili in confezioni multiple in cui ciascun filtro fornisce un diverso ingrandimento. Puoi usarne più di uno insieme e impilarli per ottenere una potenza macro maggiore. Il problema però è che con ogni filtro macro che aggiungi sull’obiettivo, riduci la qualità.
Un altro modo economico per scattare macro è invertire un obiettivo con un anello di inversione. Il funzionamento dell’inversione di un obiettivo per le macro prevede che invece di prendere soggetti grandi e proiettarli sul sensore relativamente piccolo, prende soggetti piccoli per proiettarli sul sensore (diventato ora) relativamente grande.
L’uso di due obiettivi è anche uno dei modi più economici per fare macro. Il primo obiettivo crea l’immagine e il secondo la ingrandisce. Gli obiettivi si collegano usando un anello di accoppiamento. Il rapporto di ingrandimento può essere calcolato dividendo le lunghezze focali dei due obiettivi. Ad esempio, l’utilizzo di un obiettivo da 300 mm invertito su un obiettivo da 50 mm produrrà un ingrandimento 6x.

Tutto questo va bene finché non ti serve avere un’idea esatta di quanta profondità di campo hai variando gli stop fino ad un’apertura più alta.
In effetti, non puoi farlo perché la fotocamera apre completamente l’obiettivo in automatico quando guardi attraverso il mirino. Questo è il motivo per cui le migliori macchine fotografiche dispongono del pulsante di anteprima della profondità di campo che quando premuto imposta l’obiettivo sull’apertura effettiva che hai scelto in modo da poter vedere esattamente la profondità di campo che otterrai in quella foto.
E, quando si guarda attraverso l’anteprima della profondità di campo ad aperture alte (in cui entra meno luce), la vista può essere molto oscurata.
La cosa da tenere presente è che a volte avere un pulsante di anteprima della profondità di campo è molto utile ed è una caratteristica di cui dovresti informarti quando acquisti un corpo macchina.
Un’altra caratteristica che fondamentale per i close-up e le riprese macro è la possibilità di scattare in remoto.
Luce e flash
Nelle riprese macro, la profondità di campo è ridotta. Il problema è che c’è anche molta perdita di luce, aggravata da eventuali filtri, tubi di prolunga e altri elementi aggiuntivi specifici per questo genere fotografico.
Un modo per superare la mancanza di luce è il flash. Il flash aggiunge molta luce e più lo avvicini al soggetto più è necessario attenuarne l’effetto con un diffusore, un telo anche.
Un’altra sfida che ti si potrebbe presentare sono le ombre. La soluzione in questo caso è la diffusione oppure un flash ad anello.
Il mondo della fotografia macro è davvero sorprendente, ricco di potenziale per esprimere la propria creatività. Si tratta di un genere dal fascino unico che si può praticare tutto l’anno e per il quale non manca certamente la scelta dei soggetti.
Ciò che lo rende ancora più intrigante è la sfida che comporta e che fa della fotografia macro un’attività a cui dedicarsi con passione per ottenere grandi soddisfazioni e risultati straordinari.
2 commenti
FRANCESCO NOBILE · 13 Maggio 2020 alle 09:54
Grazie Andrea, leggo sempre volentieri i tuoi articoli, sono semplici e fluidi, scritti per tutti.
Hai spiegato molto bene e con i giusti termini un concetto e uno stile fotografico complesso e difficilissimo, penso sia uno degli stili (dopo il reportage che li racchiude tutti) con la più alta difficoltà, visto che i modelli non rispondono al fotografo e non sempre sono ben disponibili a posare.
L’attenzione e la cura da porre per ottenere uno scatto buono sono immani, la PDC è minima e la luce spesso va cercata oltre il visibile ma i risultati appagano chi la ama.
Sabrina Petrella · 11 Maggio 2021 alle 20:34
La ringrazio tanto per i suoi articoli!
Sempre spiegati egregiamente….questo in particolar modo mi è utile in quanto mi sto avvicinando a questo tipo di foto e ho i filtri close-up! cade a pennello
Ottimo come sempre